Una delle cose che mi ha sempre lasciato a bocca aperta è la tendenza che hanno i giornalisti di certe riviste a recensire i ristoranti più alla moda attraverso le proposte dei loro menù. E allora finisce che ci ritroviamo con frasi come questa, ripresa fedelmente da un settimanale di informazione:
"Perfettamente equilibrata l'insalata di trota salmonata al pepe e verdure, cui fa da controcanto quella di coniglio e, in stagione, di funghi. Con qualche grattata di tartufo il costo sale (ma fin qui la stagione non è delle più feroci)...”. Ecco allora un menu di due portate:
1°_ quando il tuo capo ti propone una promozione e te la vende con tutto sé stesso, ti manda all'estero dove finisce che devi riportare a quello che oggi è un tuo collega, a tutti gli effetti pari grado, e tu accetti con la consapevolezza che sì, è uno step back, ma lo accetti pur di levarti di torno da quel contesto dove hai lavorato una vita, ma che ormai non senti più tuo. Insomma, viene da chiedersi come descriverebbe il critico di cui sopra il menù che hai scelto. Probabilmente il Take-Away.
2 _ il candidato è uno di quelli che ‘si fa cadere dall’alto’. Dopo una prima forte manifestazione di interesse inizia a rispondere con lentezza alle sollecitazioni, tira lungo il processo. Più di una volta, visto che ora è un consulente, dice che deve farsi fare i calcoli dal commercialista sul rapporto tra il suo reddito attuale (oggi medio) e quello eventuale da dipendente (che diventerebbe medio-alto). Terminato il giro di incontri ne chiede uno ulteriore per capire i sistemi dell’azienda, vorrebbe poi rivedere le persone con cui dovrà lavorare e alla fine...rifiuta l’offerta. Mi dice che “da qualsiasi parte la giro, c’è qualcosa nel ruolo che non mi convince, ma soprattutto non mi convince il passare dalla consulenza all’azienda."
“Ma dottore - gli faccio, esausto - non ci poteva pensarci prima? Ma soprattutto non poteva evitare di arrivare all’offerta? In questo modo credo si rende conto da solo di aver fatto perder tempo a tutte le persone coinvolte.” “Eh, si - mi fa - me ne rendo conto e me ne dispiace.” Punto e basta.
Che faccio, lo strozzo? Non posso, poi per telefono mi viene male, ma non mi perdo l’occasione di dirgli che non lascia di certo una buona impressione dietro di di sé. E lui cosa fa? Sentitosi alle strette, forse pentito o spaventato dalla brutta figura, chiama il Direttore Marketing dell’azienda che gli ha appena fatto la proposta e quello che sarebbe potuto essere il suo eventuale capo, che fa? Chiama l'HR e il giorno dopo gli vuole offrire 5.000 euro in più.
Eh sì, è proprio vero che con qualche grattata di tartufo il costo sale...
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